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Dicono di noi
La nostra iniziativa sta avendo un enorme successo,
sono moltissimi gli articoli presenti su internet ma
anche su carta stampata che parlano di noi. Qui sotto
proponiamo una lista, buona lettura.
Genova, 12 lug. (Adnkronos/Ign) - In ogni bottiglia il profumo delle vallate genovesi: integro, naturale, vivo, fresco di giornata, il latte crudo di cinque aziende agricole delle valli Stura e Polcevera e delle alture di Voltri nel capoluogo ligure si puo' acquistare anche alla spina, in otto distributori automatici. Basta avere almeno una bottiglia e monete da 10 centesimi a due euro. ''Il latte crudo - spiega Enrico Canale, tecnologo alimentare, che ha coordinato il progetto per l'Associazione Provinciale Allevatori - e' integro, diversamente da quello confezionato non e' stato sottoposto a scrematura, omogeneizzazione, pastorizzazione, ultrafiltrazione, mantiene inalterate tutte le vitamine, le provitamine, gli enzimi e le qualita' nutrizionali. E mantiene anche il gusto, che e' un'altra cosa rispetto a quello del latte industriale. Non per questo e' meno sicuro. Per essere autorizzati a produrlo gli allevatori devono sottoporsi a controlli che certifichino la qualita' del loro latte''. ''Ogni quindici giorni circa -prosegue- campioni del loro prodotto vengono analizzati dal Laboratorio regionale di produzione zootecnica di Masone, che provvede a mandare i risultati dei test all'azienda e alla Asl. Se i parametri non sono quelli giusti l'Asl blocca la produzione. Vengono esaminati il tenore in germi, il titolo di cellule somatiche, che indica l'eventuale infiammazione delle mammelle dell'animale, e la presenza dell'aflatossina M1''. ''La pastorizzazione - continua Canale - portando il latte a una temperatura di 75°, abbatte la carica batterica negativa, ma distrugge o riduce alcuni elementi preziosi, come fermenti lattici e vitamine. E altera il sapore. La stessa sicurezza igienica, per il nostro latte crudo, viene garantita da procedimenti fisici, come la filtrazione, che separa il latte dalle impurita' e la refrigerazione immediata dopo la mungitura, fino al raggiungimento di una temperatura compresa tra 0° C e + 4°C. E, naturalmente, dai controlli''. Il sapore di una volta, la sicurezza di oggi. Il latte venduto nei distributori automatici, che sono dei grossi frigoriferi, e' di giornata, e' stato munto al mattino alle 6. Ogni macchina ha il proprio ''cru'', contiene latte di un solo produttore. Le aziende sono Polverile a Rossiglione, Giassetto e Gregorio Maccio' a Masone, Marco Parodi a Serra Ricco' e Marco Cannonero a Fiorino di Voltri.
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Nutriente, gustoso, completo e sano: è prodotto utilizzando il 30% di latte fresco crudo dell’antica azienda agricola Giassetto, nata alle sorgenti del fiume Stura, sull’Appennino ligure, nell’ormai lontano ‘800.
Il gelato Cuor di Latte fa parte del progetto di diffusione delle tipicità territoriali attuato da ideaRIVIERA, edificato sulla ricerca di piccole e specializzate produzioni da offrire ai consumatori direttamente a domicilio, in Liguria e Basso Piemonte.
Il complesso della “filiera della tipicità ideaRIVIERA” si sviluppa non solo per sopravvivere ma per sfruttare le opportunità che l'attuale sistema alimentare può offrire. Organizzazione, sviluppo di progetti integrati fra produzione e distribuzione, collegamento alle moderne esigenze di tracciabilità e sicurezza, forte sinergia col Territorio e i suoi valori: queste sono così le “parole d'ordine” dei surgelati ideaRIVIERA.
Surgelati “con gusto” in grado di offrire alle persone prodotti convincenti e dare valore al sistema delle imprese di piccole e medie dimensioni che hanno proprio nella loro dimensione la loro debolezza ma anche la loro forza.
Da ideaRIVIERA, che promuove e valorizza cultura locale e Territorio, in un campo, quello dei surgelati, molto spesso svalutato da generiche proposte, a volte ingannevoli, sono facilmente reperibili tante vere specialità.
I prodotti “regionali” ideaRIVIERA sono forniti di qualità specifiche di sicurezza, salubrità e “freschezza” davvero eccellenti.
Sono reperibili al numero verde 800-691088 oppure al negozio on-line www.ideariviera.it e sono consegnati direttamente a domicilio del consumatore finale.
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È freschissimo, munto un paio d'ore prima, buono, cremoso, filtrato e controllato secondo le ultime tecniche alimentari e sanitarie, gustoso, rigorosamente di mucche allevate secondo l'antica tradizione ligure. Costa pure un trenta per cento in meno di quello che normalmente si trova in commercio: un euro al litro contro circa un euro e quaranta centesimi degli «altri». Basta munirsi di una bottiglia, prendere la monetina, infilarla nella fessura del distributore self service e consumarlo a casa entro tre giorni. Il latte «direttamente dal produttore al consumatore» sbarca per la prima volta in Liguria, dove è possibile acquistarlo nello spazio attrezzato al panificio dei fratelli Priano di via Camozzini 69 rosso a Voltri, uno dei più antichi in città che sforna, ogni giorno, eccellente focaccia per tutti i gusti e pandolci tipici. A portare il latte appena munto è Andrea Cavanna, 26 anni, ultimo di una generazione di piccoli allevatori di Rossiglione che tutte le mattine va in stalla alle 6 e un paio d'ore dopo, col suo furgoncino e il maxi recipiente di latte arriva nel negozio dei Priano a Voltri. Il sistema, sponsorizzato dall'associazione provinciale allevatori di Genova e controllato dall'Asl, è già stato collaudato in Svizzera, Germania, Austria, dove ormai la vendita diretta è diffusissima e si sono realizzati anche degli angoli di «milk bar» nelle tavole calde e mense scolastiche e aziendali. In Italia è partita all'inizio dell'anno a Como, Lecco, Milano, Novara, Gorizia, riscuotendo successo fra i consumatori. A Voltri la prova è cominciata un paio di settimane fa e ha subito sfondato. Massaie, impiegati, single, operai sono talmente entusiasti dell'iniziativa del giovane imprenditore-allevatore, che dei cento litri forniti ogni giorno nella macchina distributrice alla sera ne rimangono poche gocce.
L'impianto è fornito dalla Bigieffe, costa 5mila euro, ha garanzie sanitarie di altissima qualità perché si blocca se la macchina è sporca, quando manca la corrente e quindi la necessaria refrigerazione sotto i 4 gradi, se si inceppa per qualsiasi motivo. Insomma si tratta di latte sicuro, di cui è responsabile direttamente l'allevatore, controllato periodicamente dai tecnici della Asl. Inoltre il prodotto è di qualità,
crudo, gustoso, con aromi che cambiano a seconda della stagione e del mangime delle mucche, cremoso. Ideale, quindi, per preparare youghurt, ma anche formaggi e altri derivati dal latte in casa. «Il latte viene munto con apparecchiature moderne - spiega il responsabile dell'associazione allevatori, Giampaolo Risso - ma gli animali vengono mantenuti secondo antiche tradizioni liguri. Le stalle di Andrea Cavanna erano di proprietà addirittura dei suoi nonni. Quindi il prodotto viene filtrato, refrigerato e messo in una botte da 100 litri in acciaio inox, procedimento che rispetta le norme di igiene previste dalla Asl. Poi viene trasportato e il contenitore cambiato con quello messo il giorno prima nella macchina distributrice. I collettori e i tubi di erogazione vengono lavati e quindi il latte è pronto per essere distribuito self service. Sicuro al cento per cento». Il latte risulta quindi naturale, il grasso non omogeneizzato affiora se lasciato in frigorifero per mezza giornata rendendo quindi possibile gustarlo a parte oppure avere il latte magro e scremato. Al progetto non possono accedere tutti gli allevatori, ma soltanto i migliori che hanno un eccellente storico sulla qualità del latte.
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Il pieno, per favore... ma di latte fresco crudo! Così anche Genova sperimenta il bancolat, il distributore automatico
di latte crudo degli allevatori della provincia che vendono a un euro un litro di latte fresco appena munto. Basta munirsi di una bottiglia,
prendere la monetina, infilarla nella fessura del distributore e consumarlo a tavola entro tre giorni.
Il latte «direttamente dal produttore al consumatore» sbarca così in città attraverso il «tour del latte» promosso da Radio Babboleo e dall'associazione Provinciale Allevatori di Genova, che toccherà nei prossimi giorni dieci piazze cittadine, da Sestri a Marassi. A dare il via all'iniziativa, tra la gioia di decine di bambini delle scuole materne, ci ha pensato ieri mattina in piazza delle Fontane Marose la mucca Camelia, protagonista della prima tappa del particolare giro che ha permesso ai piccoli spettatori di conoscere dal vivo e toccare l'animale.
«Abbiamo voluto sperimentare questa tipologia di vendita per far conoscere il latte delle nostre valli - spiega Marco Parodi, presidente dell'Associazione Provinciale degli Allevatori di Genova -. I sette distributori dislocati in città permetteranno così di acquistare latte munto nelle stalle autorizzate della provincia e periodicamente controllate dai tecnici della Asl. È un latte di alta qualità, controllato e garantito e prodotto da un solo allevatore delle nostre zone. È consigliato come bevanda cruda che si conserva in frigorifero a una temperatura massima di 4°C». «Il latte crudo non è sottoposto ad alcun trattamento di scrematura, omogeneizzazione, pastorizzazione o ultrafiltrazione - dichiara Enrico Canale, tecnologo alimentare -. Insomma mantiene inalterate tutte le vitamine e le qualità nutrizionali». Il prezzo poi è l'altro punto di forza, costa infatti un trenta per cento in meno di quello in commercio: un euro al litro contro un euro e quaranta centesimi degli altri. Le prossime tappe del tour saranno: oggi a Sestri in piazza Poch (dalle 8 alle 13), domani a Sturla in piazza Ragazzi del ’99 (8-13), sabato a Certosa in piazza Petrella (8-13), domenica al Porto Antico (16-18), il 16 in piazza Palermo (8-13), il 17 a Voltri in piazza Gaggero (8-13), il 18 a Terralba in piazza Terralba (8-13), il 19 a Pegli in piazza Porticciolo (8-13), il 20 in piazza Colombo (16-19), il 21 a Marassi in piazza Galileo Ferraris (8-13). È possibile visitare il sito www.lattecrudoinliguria.com
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La rivincita del latte crudo si gioca anche in Liguria. Uno degli elementi base dell’alimentazione diventa accessibile, in tutta la sua genuinità, attraverso la diffusione di quelli che ormai sono stati ribattezzati “bancolat”. L’esperimento, particolarmente riuscito in regioni come Emilia Romagna e Lombardia, consiste nell’installazione in diversi siti commerciali di distributori automatici, in tutto e per tutto simili a quelli di bevande o snack, dai quali però esce latte. Rigorosamente crudo. Con una moneta da un euro (prezzo invariato da un biennio) se ne può avere un litro. Basta portarsi la bottiglia da casa. Non si tratta solo di un fenomeno di colore, ma anche di una reale opportunità di risparmio per il consumatore: un litro di latte “comune” costa in media 1 euro e 40 centesimi al litro. Inoltre, da quando (nel 2004) la legge italiana ha stabilito con rigore le modalità attraverso le quali gli allevatori possono commercializzare il latte vaccino (ma non solo) non pastorizzato, il concetto di filiera corta ha preso sempre più campo.
Anche per questo l’associazione degli allevatori della provincia di Genova è stata pioniera del progetto “bancolat”. «Le nostre aziende, medie e piccole, possono sopravvivere in un unico modo – spiega il presidente degli allevatori genovesi Marco Parodi – con l’innovazione, la diversificazione del prodotto e l’implementazione della vendita diretta. Oggi il ricavo su ...
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Armata di bottiglia e monetina ho sperimentato anch'io il bancolat, come qualcuno lo ha definito, il distributore self service di latte crudo.
Ancora meglio di andar per stalle rischiando l'olfatto, qui basta una comune moneta e una bottiglia di vetro da almeno un litro per fare il pieno di latte appena munto. Il sistema è semplice.
Il distributore automatico self service è assimilabile a quello di caffè e bevande varie di un qualsiasi ufficio. Si inserisce una monetina da 1 euro e si ottiene un litro di latte freschissimo da portare in tavola o da bere alla goccia, per i buongustai.
Diversamente da quello confezionato, il latte crudo non è stato sottoposto ad alcun trattamento di scrematura, omogeneizzazione, pastorizzazione o ancora ultrafiltrazione. Mantiene dunque inalterate tutte le vitamine e le qualità nutrizionali.
Chi mi accompagna al bancolat mi fa notare che il latte crudo così acquistato costa ben il 30% in meno del medesimo prodotto da supermercato o latteria. E da buona genovese apprezzo il riferimento.
Il sistema che sembra la scoperta dell'acqua calda da quanto è nello stesso tempo semplice e geniale, è già stato collaudato con successo in Svizzera, Germania e Austria, dove ormai la vendita diretta di latte crudo è diffusissima. Ci sono addirittura spazi attrezzati per i Milk snack's nelle tavole calde, nelle mense scolastiche e in quelle aziendali.
In Italia la distribuzione di latte crudo è cominciata a Como, Lecco, Milano, Novara, Gorizia, riscuotendo un buon successo fra i consumatori. Documentandomi un po' ho scoperto che anche a Genova si sta sperimentando il Bancolat. A Voltri per l'esattezza è stato installato un distributore automatico nel panificio dei fratelli Priano. Il latte arriva direttamente da Rossiglione fresco ogni giorno. A produrlo un ragazzo di 26 anni, Andrea Cavanna, ultimo di una generazione di piccoli allevatori che alle sei ogni mattina va nella sua stalla e solo un paio di ore dopo rifornisce il distributore.
Il latte che ho comprato è rimasto buono per tre giorni e quando ha formato uno strato di panna in superficie è bastato scuoterlo perché tutto tornasse normale. Non è un alterazione: è latte fresco!
Si beve senza farlo bollire oppure si possono sperimentare il fai-da-te di yogurt, panna e magari formaggio fresco. Non è complicato e i risultati sono ottimi.
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Otto distributori automatici in città per il latte crudo e fresco di giornata dalle mucche di cinque aziende agricole della Valle Stura, Val Polcevera e delle alture di Voltri, integro, naturale e controllato dalla Asl.
Genova, 27 - Integro, naturale, vivo, fresco di giornata, il latte crudo e prezioso delle nostre vallate si può acquistare anche “alla spina”: bastano una bottiglia da litro, un euro e la voglia di gustare e riscoprire uno dei sapori più genuini e ormai quasi dimenticati per farlo nei distributori automatici genovesi del latte crudo prodotto dalle mucche delle aziende agricole Polverile a Rossiglione, Giassetto e Gregorio Macciò a Masone, Marco Parodi a Serra Riccò e Marco Cannonero a Fiorino di Voltri, tutte dell’Associazione provinciale allevatori di Genova che coordina il progetto per la distribuzione del latte crudo, una bella e importante novità per la provincia di Genova, e già diffusissima in Austria, Germania, Svizzera e nei paesi nordici, simbolo dell’affermazione di alimenti veri, preziosi per la natura, la salute, il gusto e per il sostegno all’agricoltura e alla zootecnia locale, una delle priorità dell’impegno della Provincia sul territorio.
“Il nostro latte crudo è distribuito freschissimo dal produttore al consumatore - racconta Andrea Cavanna, titolare dell’azienda agricola Polverile con quaranta bovini, quindici mucche da latte e venticinque tra vitelli e tori sui pascoli della verdissima Val Gargassa di Rossiglione - non viene sottoposto a pastorizzazione, scrematura, omogeneizzazione o ultrafiltrazione, ma solo a procedimenti fisici di filtrazione e refrigerazione e ad accuratissimi controlli sanitari per mantenerlo vivo, garantendone la sicurezza e la completa integrità organolettica”. L’azienda Polverile ha tre distributori automatici: a Voltri (nel panificio dei fratelli Priano in via Camozzini) a Multedo (al Punto Sma di via Multedo di Pegli) e al Mercato Orientale di via XX Settembre (banco 123). Due sono i distributori automatici di latte crudo dell’azienda Gassetto di Masone: a Sestri Ponente (Frutta 2000 in via Ciro Menotti) e nel centro di Genova (Alimentari Giailli di via Trebisonda). L’azienda Marco Parodi di Serra Riccò distribuisce il suo latte alla spina in Valpocevera ( da Gino Formaggi in via Certosa), quello dell’azienda Marco Cannonero di Fiorino si può acquistare a Voltri (al distributore automatico degli Alimentari Ginogi di via Fabbriche) e il latte crudo dell’azienda masonese Gregorio Macciò si trova al distributore automatico del Punto Sma di via Roma a Masone. Basta un euro al litro per gustare la fragranza sicura e impagabile di questo magnifico latte, “che inizia a essere richiesto anche per i gelati: la prima è stata IdeaRiviera che distribuisce anche porta a porta, e quello delle gelaterie può diventare un nuovo asse di promozione del nostro prodotto” raccontano i giovani Andrea Cavanna e Michele Parodi, uno dei soci dell’azienda Gassetto di Masone, che spesso collaborano nella distribuzione del loro latte, rigorosamente quotidiana. E con il latte crudo naturale le aziende vendono anche kit per la produzione casalinga di formaggio, dal coagulante ai misurini, al termometro, alle forme per il formaggio alle indispensabili ricette.
27/06/2007 - 13:02 - Pro.No. 2007 588/127/3 - AGR - SV/sv
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Latte crudo e alla spina. Stanno puntando su un’idea alcuni giovani allevatori liguri, quella di portare il latte, fresco di giornata, direttamente ai consumatori. «L’iniziativa – spiega Enrico Canale, tecnologo alimentare, consulente alla produzione e commercializzazione del latte e altre produzioni zootecniche dell’Associazione Provinciale Allevatori di Genova – prende spunto dall’entusiasmo che i distributori di latte al dettaglio hanno suscitato in Germania, Svizzera, Francia. In Liguria siamo partiti nel settembre 2005». I distributori di latte “alla spina” sono macchine abbastanza simili a quelle per la distribuzione di altre bevande o snak. Il consumatore vi inserisce monete per un valore corrispondente alla quantità di latte di cui ha bisogno. La macchina eroga il latte, che il cliente raccoglie in una bottiglia di vetro o in qualsiasi altro contenitore, di sua proprietà. Anche questo è importante, perché, se l’iniziativa ha per obiettivo la riduzione della filiera e l’avvicinamento del produttore al consumatore, è vero anche che c’è un’attenzione tutta particolare per l’ambiente, l’ecologia, la riduzione degli sprechi (di energia e di materia prima).
Perché “latte crudo”?
Il latte “crudo” è latte non trattato, che arriva direttamente nella bottiglia del consumatore così come è stato munto. Non ha subito né pastorizzazione, né omogenizzazione, dunque conserva la propria carica batterica originaria e le proprie caratteristiche nutritive. «Il latte – dice Enrico Canale – viene sottoposto a stringenti analisi ogni 15 giorni. Distribuirlo “crudo”, senza alcun trattamento, se non la refrigerazione, vuol dire credere nella qualità intrinseca del prodotto e scommettere su di essa». Ogni macchina, collocata presso un punto vendita, un negozio di alimentari, un forno, una gastronomia, è presa in cura da un allevatore. Il prodotto ha, dunque, una tracciabilità totale. Sarebbe possibile, addirittura, sapere quale sia la mucca che un determinato giorno è stata sottoposta a mungitura e quale quella da cui il prodotto distribuito proviene.
Il primo allevatore ad aderire al progetto promosso dall’ Associazione Provinciale Allevatori di Genova è stato Andrea Cavanna. La macchina distributrice che costituisce il “punto vendita” della sua produzione è collocata all’interno del panificio Priano di Voltri. «Un panificio – aggiunge Enrico Canale – è la sede ideale per distribuire il latte crudo direttamente ai consumatori. Il cliente che va ogni giorno ad acquistare il pane, acquista, infatti anche il latte. Latte e pane sono prodotti che si comprano e si consumano giornalmente». In un anno e mezzo circa – da tanto è partita l’idea del latte crudo “alla spina” – a quel primo distributore non pochi altri sono seguiti. Ce ne sono di centrali e centralissimi, ma la tendenza è quella di far sì che ogni macchina distributrice non sia troppo lontana dal luogo di produzione e gli allevatori finora aderenti al progetto hanno sede in Valle Stura. Altri se ne stanno aggiungendo e, probabilmente dall’autunno, anche Chiavari avrà un proprio distributore di latte crudo di giornata, gestito dall’Azienda agricola La Marpea.
Il latte: dalla stalla alla macchina distributrice
È ancora Enrico Canale a raccontarci come si svolge la giornata-tipo di un allevatore e il suo intervento sulla macchina distributrice, per approvvigionarla di latte fresco. «L’allevatore si sveglia la mattina molto presto – ci dice –, verso le 4-5 del mattino. Le mucche vengono munte e il latte viene refrigerato. Quando ha raggiunto i 2 gradi, lo si può trasportare, con mezzi refrigerati o coibentati, in modo che arrivi alle macchine verso le 9 o, comunque, tra le 9 e le 11 di ogni mattina». Il latte viene cambiato ogni giorno. Le macchine, che hanno una capienza massima di 100 litri, ne distribuiscono giornalmente circa il 70%. Il resto (ovvero, in media, i 30 litri che rimangono) viene recuperato il giorno successivo e reimpiegato per l’alimentazione dei vitelli.
Vendere direttamente il latte ha dei vantaggi di natura economica. «Si sa – ci illustra Enrico Canale –, il latte in stalla ha un prezzo di circa 0,30 euro a litro, mentre il suo prezzo al dettaglio è di circa 1,30-1,35 a litro. Il latte crudo viene venduto dai nostri allevatori al prezzo di un euro a litro. L’allevatore “recupera”, dunque, 70 centesimi per ogni litro di latte che, altrimenti, andrebbero “dispersi” lungo la filiera, tra pastorizzazione, trattamento e distribuzione al dettaglio». Per ora le macchine sono piuttosto costose (circa 10 mila euro ciascuna). Anche perché le aziende che le producono sono poche.
Ma vendere il latte crudo e mettere il consumatore finale in grado di berlo (o farne altri usi alimentari) significa anche “preservare” intatte le caratteristiche alimentari pregiate del prodotto: i fermenti lattici, le vitamine (tra cui le vitamina C, D, E e B1 di cui il latte è ricco e che vengono ridotte se non distrutte dal processo di pastorizzazione), le lipasi. Il latte crudo ha, proprio per questa sua naturale ricchezza, caratteristiche di alta digeribilità. In frigorifero il consumatore può conservarlo per quattro giorni. Se vuole, naturalmente, può anche bollirlo – benché sarebbe un controsenso...
La valorizzazione dei prodotti della zootecnia in Liguria
Gli allevatori e l’Associazione cui fanno capo si stanno dando da fare perché l’iniziativa del latte “alla spina” sia sempre più conosciuta e apprezzata. Hanno partecipato alla Sagra della focaccia, a Voltri, e a Pesto e dintorni, a Chiavari. Ci tengono a mettere in evidenza il fatto che le loro mucche sono allevate in maniera naturale, con foraggi autoprodotti tutte le volte che ciò è possibile e, quando non lo è, con mangimi naturali. Le aziende agricole si possono visitare e ospitano piuttosto spesso scolaresche. Qui i prodotti vengono venduti, direttamente.
«Il lavoro fatto con il latte – conclude Enrico Canale – è parte di un lavoro più ampio di valorizzazione dei prodotti zootecnici liguri. C’è una storia della zootecnia in Liguria e c’è una razza autoctona, la Cabannina, che conta ormai meno di duecento capi. Noi vorremmo salvare questa razza, che rischia l’estinzione, e ci siamo impegnati per la registrazione, a breve, di un formaggio di latte di sola Cabannina. Vorremmo, infatti, che anche le antiche produzioni, come questa, fossero stabilizzate e fatte conoscere».
Infine, una curiosità: con pochi euro si può acquistare un kit per fare il formaggio. Si tratta di alcuni recipienti appositi e di un coagulante a base vegetale. Con il latte crudo, non omogeneizzato, chiunque può farsi – in casa – un formaggio fresco e saporito. E’ una ragione in più per provare.
[© 2007 Travel2liguria.com - intervista esclusiva a cura di Stefano Termanini]
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