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14 settembre 2008| Secolo XIX, Silvia Bacigalupo
«Il numero delle aziende da latte è calato moltissimo negli ultimi anni. Le aziende - che sono di piccole dimensioni - non riescono ad adeguarsi alla realtà del mercato: produrre latte non è più conveniente». A lanciare l’allarme è Enrico Canale, tecnologo alimentare e consulente dell’Associazione Provinciale Allevatori di Genova, che ieri ha presentato il primo distributore di latte crudo nel Tigullio, un prodotto che a Genova si vende dal 2005 e che a livello nazionale si sta ritagliando una buona popolarità. «La vendita del latte crudo dal produttore al consumatore, la cosiddetta filiera corta, priva di tutti quei passaggi che determinano un aumento del costo del prodotto, è un sistema per cercare di salvaguardare le piccole aziende del territorio».
Si torna così a parlare di crisi del latte anche nel Tigullio. Dopo il caso dei produttori della Val Cichero, in grave difficoltà a causa di una cooperativa che non pagava loro il dovuto e salvati da un intervento congiunto della comunità montana Fontanabuona e del Comune, a gennaio fu la volta della produzione del formaggio San Sté, messa in crisi da un duro confronto tra gli allevatori e il caseificio Val d’Aveto di Rezzoaglio, proprietario del marchio del formaggio Dop. Al termine di un lungo braccio di ferro venne raggiunto un accordo anche grazie alla mediazione di Regione, Coldiretti e Cia. Da allora è stata adottata una politica per migliorare la produzione locale in termini di quantità e qualità, in modo da garantire un’evoluzione della filiera zootecnica dell’entroterra.
È di pochi giorni fa la notizia dell’imminente avvio dell’iter per l’attribuzione del marchio Igp alla focaccia col formaggio di Recco. Tra i quattro caseifici individuati da Regione e Consorzio per la Focaccia col formaggio che forniranno la crescenza prodotta esclusivamente con latte ligure c’è anche un caseificio di Santo Stefano d’Aveto.
Ora l’iniziativa dei distributori automatici, rivolta in particolare ai piccoli produttori, ha come obiettivo la tutela della produzione locale «Il latte in stalla ha un prezzo di 38 centesimi al litro, attraverso i distributori automatici il latte crudo viene venduto dagli allevatori al prezzo di un euro al litro. Il recupero economico da parte dell’allevatore quindi è notevole se pensiamo a quanto andrebbe disperso lungo la filiera tra pastorizzazione, trattamenti e distribuzione al dettaglio - spiega Canale – In questo modo il consumatore può acquistare un prodotto freschissimo, naturale e legato al territorio a un a cifra conveniente e l’allevatore riesce a vendere il latte a un prezzo equo».
La tracciabilità è totale (nel caso chiavarese il produttore è l’Azienda Agricola Agrituristica La Marpea di Ne) così come la sicurezza del prodotto, che viene sottoposto a frequenti controlli monitorati dalla Asl. Il cliente raccoglie il latte in un qualsiasi contenitore di sua proprietà o in una bottiglia di vetro che può ritirare direttamente in panificio e che va resa per poi essere riutilizzata. «L’iniziativa ha per obiettivo la riduzione della filiera e l’avvicinamento del produttore al consumatore – conclude Canale – l’utilizzo di contenitori di vetro e il sistema di resa dei vuoti dimostrano anche l’attenzione per l’ambiente e l’ecologia che stanno dietro a questo progetto».
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